Christian Horner, Red Bull Racing Getty Images

D: Cos’è accaduto al 40° giro del GP di Turchia?
CH: Durante il GP di Turchia c’era una situazione unica, con le prime quattro vetture racchiuse in appena due secondi di distacco. Mark era stato sempre in testa, fino al 40° giro. La gara era la più veloce finora disputata nel corso della stagione, con quattro piloti impegnati a spingere al massimo ed a pungolarsi l’un l’altro. Al 38° giro, Mark aveva modificato la mappatura della ‘carburazione’, in funzione dei suoi dati di consumo, passando ad un modo leggermente meno prestazionale ma più economo. Il che gli faceva perdere, in media, 0’’18 al giro a parità di regime. Sebastian, che aveva risparmiato più carburante nel corso della gara, poteva invece continuare con una modalità di mappatura leggermente più efficiente per un altro paio di giri. Ai giri 38 e 39, quindi, Sebastian ha potuto ridurre il già minimo distacco e farsi molto sotto a Mark. Era, da parte sua, messo sotto pressione da Hamilton, alle sue spalle. Dopo aver percorso molto fortemente la curva 9, Sebastian gli ha preso la scia di Mark ed ha intravisto la possibilità di attaccarlo. Si è spostato a sinistra per superarlo, mentre Mark ha mantenuto la sua traiettoria adottando un approccio difensivo, com’è in diritto di fare. Quando Sebastian era davanti con tre quarti di macchina, si è spostato verso destra. La combinazione tra Sebastian che si è spostato verso destra e Mark che è rimasto sulla sua traiettoria ha portato al contatto tra di loro, provocando il ritiro di Sebastian ed i danni alla vettura di Mark (all’anteriore a sinistra) ed è costato una doppietta alla nostra squadra. Entrambi i nostri piloti avrebbero dovuto lasciare più spazio all’altro.

D: Quale pilota è maggiormente responsabile dell’incidente?
CH: Dai nostri piloti ci aspettiamo che, essendo compagni di squadra, si rispettino l’un l’altro e si lascino sempre sufficiente spazio per le manovre in pista. Purtroppo nessuno dei due ha agito in questo modo in quel frangente e la conseguenza è stata l’incidente tra loro. Anche in occasione delle precedenti sei doppiette che abbiamo già conquistato, si erano spesso trovati a contatto ravvicinato ma in quelle occasioni avevano sempre corso mostrando d’aver assimilato la nostra sola consegna : rispettarsi e concedersi abbastanza spazio.

D: Che ne pensa dei gesti di Sebastian, appena uscito dalla sua macchina?

CH: In quel momento l’adrenalina affluisce dirompente ed ovviamente, quando dopo uno scontro ci si ritrova fuori pista e fuori gioco, è molto intensa anche la frustrazione. Ne discuteremo e sono certo che l’atmosfera tornerà serena prima della trasferta in Canada.

D: Qualcuno ha detto, dopo la gara, che bisognava biasimare Mark per l’accaduto. Perché?

CH: Alla resa dei conti, vinciamo come squadra e perdiamo anche come squadra. Domenica, in Turchia, abbiamo perso in seguito alla collisione dei nostri due piloti. Dopo aver analizzato tutte le informazioni, è chiaro che si è trattato di un incidente di gara che non avrebbe dovuto accadere tra due compagni di squadra. Dopo aver osservato tutti quei fatti, che non erano disponibili ed evidenti immediatamente dopo la gara, anche il Dr. Marko condivide ora appieno questa visione dell’accaduto.

D: Cosa ritiene che sarebbe accaduto se Mark e Sebastian non si fossero scontrati?

CH: La nostra priorità, in quanto squadra, era di piazzarci ai primi due posti. Poco importava l’ordine tra i piloti. Il Gran Premio di Turchia è stata probabilmente la gara più combattuta, che ha offerto la lotta più ravvicinata, degli ultimi dodici mesi, per via della significativa pressione esercitata alle nostre spalle dai due piloti della McLaren. Il ritmo di Sebastian era migliorato a partire dal 37° giro e lui sembrava essere a quel punto il più veloce dei piloti della Red Bull Racing. Se la collisione non si fosse prodotta, credo che avremmo conquistato una doppietta (la settima) ed il massimo dei punti per la seconda gara di fila.

D: Vi stava bene che Sebastian contendesse il primato a Mark a quel punto della gara? La doppietta era già acquisita, perché non congelare le posizioni?

CH: Considerato il ritmo delle McLaren ed il fatto che Sebastian era il più veloce dei due piloti della Red Bull, la nostra priorità era solo vincere la gara. Vista la grande pressione esercitata alle sue spalle da Hamilton, che poteva sfruttare un indiscutibile vantaggio in fatto di velocità massima in rettilineo, sarebbe stato impossibile imporgli di rallentare. Indi per cui era accettabile per noi che Sebastian tentasse una manovra di sorpasso.

D: Non c’è stato nessun altro ordine di squadra affinché Sebastian superasse Mark?

CH: A nessuno dei nostri due piloti è stata data la minima istruzione per scambiare le posizioni. Non c’è nessun ordine di squadra alla Red Bull Racing, salvo il fatto che chiediamo ad entrambi i nostri piloti di competere pure tra di loro, ma rispettandosi.

D: Come risolverete, ora, la situazione creatasi?
CH: Siamo una squadra molto forte. Ci ritroveremo tutti, sedendoci attorno ad un tavolo per discutere apertamente coi piloti, e far sì che quanto accaduto serva da lezione e che questo genere di situazioni non possa riprodursi in futuro. Uno dei punti di forza della Red Bull Racing è lo spirito di squadra che ha contribuito alle prestazioni ed ai risultati conseguiti finora in questa stagione. Entrambi i nostri piloti sono persone intelligenti e questo problema verrà risolto prima del Gran Premio del Canada.

D: Come verrà gestita questa vicenda coi piloti? Ne avete già parlato?
CH: Ho parlato con entrambi i piloti che sono tutti e due delusi da quel che è accaduto. Hanno riconosciuto di esser coscienti che rappresentano la squadra. Non sono delusi solo per quello che hanno perso personalmente, ma anche per la perdita di punti subita dalla squadra che aveva svolto un enorme lavoro prima della gara.

D: Quali sono i piani futuri per la squadra? Uno dei due piloti sarà, ora, nominato ‘pilota numero uno’ o ‘prioritario’?
CH: Entrambi i piloti godranno di un trattamento identico. Continuerà com’è sempre stato.

D: C’è un qualche aspetto positivo per la squadra che emerge dalla gara in Turchia?
CH: Fino al 40° giro, la gara era stata molto positiva per noi. Nonostante il nostro significativo svantaggio in fatto di velocità massima, rispetto alle McLaren, eravamo riusciti durante la fase delle soste ai box, non solo a conservare il comando con Mark, nei confronti di Hamilton, ma grazie ad un eccellente lavoro di strategia e nelle operazioni cambio gomme al box, avevamo anche permesso a Sebastian di superare Lewis. Eravamo pungolati molto seriamente, ma sembravamo avere il successo tra le nostre mani fino a quel giro. Ora, dobbiamo lasciarci alle spalle tutto ciò, guardare avanti concentrandoci sul prossimo GP del Canada.

D: Qual’è l’opinione di Dietrich Mateschitz circa quest’incidente?

CH: Dietrich ha parlato con entrambi i nostri piloti dopo quest’incidente. Ha anche sempre sostenuto entrambi in modo identico ed ha riassunto l’accaduto affermando : “Sono cose che purtroppo accadono... ora, non dobbiamo parlare del passato ma concentrarci sul futuro. La realtà dei fatti è che non abbiamo solo la macchina più veloce del lotto, ma anche due tra i migliori e più veloci piloti”.
 

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