Scuderia Toro Rosso, Australian Grand Prix Getty Images

La gara australiana è molto popolare per un sacco di buone ragioni. Così come agli appassionati locali di sport, questa città offre a tutti la possibilità di divertirsi.

Come dice l’ex-pilota David Coulthard: “Melbourne è sempre una destinazione molto popolare perché si è nel cuore della città. Il che rende estremamente facile avere accesso a tutto e crea una vera atmosfera di festa”.
Si tratta di un circuito realizzato in un parco, che viene utilizzato solo una volta l’anno. Le condizioni di pista cambiano molto e di continuo, il che complica non poco il lavoro di messa a punto degli assetti in vista della gara della domenica basandosi su quanto visto nelle sessioni di prova del venerdì. Ma quando viene il momento della qualifica, al sabato pomeriggio, tutto diventa più chiaro. Al di fuori delle traiettorie, la pista resta sempre ‘verde’ cioé non gommata, sporca e scivolosa e questo determina che non è un tracciato che favorisca particolarmente i sorpassi, anzi... Il fatto che la gara si svolga proprio nel momento del cambio di stagione, in cui le temperature diventano alquanto variabili, può creare un’ulteriore difficoltà nella gestione degli pneumatici rendendo difficile far restare le gomme alla corretta temperatura. Per le stesse ragioni può creare difficoltà anche il raffreddamento della vettura. Oltre alla Formula 1, qui si può assistere ad uno dei più interessanti programmi di ‘contorno’ di tutta la stagione. Persino i più navigati tra il personale della F1 sono impressionati dal suono dei bolidi locali della V8.

Ecco la nostra guida al circuito ed alla gara:
I ‘fondamentali’ australiani
• Il Gran Premio d’Australia si è disputato 24 volte. Ad Adelaide dal 1985 al 1995 e, da allora in poi, qui a Melbourne.
• Michael Schumacher ha vinto qui più di chiunque altro, conquistando la gara ben quattro volte: nel 2000, 2001, 2002 e 2004. Il solo altro pilota a poter vantare un palmarès altrettanto nutrito fu Lex Davison, che vinse quattro volte a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, quando la gara non faceva parte del Campionato del mondo.
• Il pilota della Red Bull Racing, Mark Webber, ha esordito in F1 su questa pista (di casa per lui, australiano) in modo eccezionale, nel 2002. Conquistò, infatti, due punti grazie allo straordinario quinto posto ottenuto al volante di una non competitiva Minardi (che diede poi vita alla Scuderia Toro Rosso) al termine di una gara in cui seppe evitare ogni trabocchetto ed intoppo.
• La gara del 1991 ad Adelaide fu la più corta della storia della F1. Una pioggia torrenziale ed evidenti problemi di sicurezza, con molti piloti che rifiutarono di gareggiare, determinarono l’interruzione della gara dopo appena 14 giri.
• Melbourne ha optato dallo scorso anno per una gara all’imbrunire, per favorire gli ascolti TV in Europa. Lo stesso avviene quest’anno con la partenza del GP alle 17 di domenica.
• Rubens Barrichello sarà il solo pilota sullo schieramento del GP di quest’anno ad aver preso parte a tutte le gare disputate a Melbourne dal 1996.
• A Melbourne, le statistiche indicano che il 50% dei piloti partiti in pole position hanno, poi, vinto la gara, dato che in passato tre poleman si sono trasformati in vincitori: Jenson Button, Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen.
• Nelle prime cinque edizioni, invece, solo una volta l’autore della pole position a Melbourne era, riuscito a vincere la gara: per l’esattezza Mika Hakkinen nel 1998.
• Il primato sul giro in gara è detenuto da Michael Schumacher, con un giro in 1’24’’125 realizzato nel 2004.

L’analisi dell’Albert Park
• L’Albert Park è un circuito non permanente, per cui ci si può aspettare un elevato numero di testacoda ed uscite di piste in prova, a causa della pista che si deve ancora gommare. Persino nel giorno della gara, le condizioni d’aderenza sono ancora critiche, tanto che lo scorso anno alcune squadre avevano optato per disputare stint più corti posisbile con gomme supersoft, dato che la durata delle gomme rappresenta anche un problema costante.
• Melbourne ha corsia box corta. Nelle scorse stagioni, la media di percorrenza tra entrata ed uscita box, variava tra i 23 ed 24 secondi, ma essa calerà quest’anno col divieto di rifornire.
• Gli incidenti sono comuni a Melbourne, per via dell’asfalto scivoloso e dell’impazienza ed aggressività dei piloti alla prima curva. Dal 2002 ad oggi, la Safety Car è dovuta intervenire 11 volte oin otto gare, tanto che, tra tutte quelle del calendario della F1, questa pista è quella che registra il maggior numero d’interventi della vettura di sicurezza.
Lo scorso anno
• Come spesso accaduto nel corso degli anni, Melbourne ospita la prima gara della stagione. Per la prima volta della storia, un GP si disputa all’imbrunire. Quando la luce del sole cala definitivamente sul tracciato, è Jenson Button a splendere, col la sua inattesa Brawn GP che sovrasta gli avversari. L’inglese comanda la gara dalla pole position al traguardo finale, restando indisturbato in testa per tutta la corsa. Conquista così la sua seconda vittoria in carriera, quella che gli spalanca la via verso il suo primo titolo mondiale. Alle sue spalle, si classifica il suo compagno di squadra, Rubens Barrichello, nonostante fosse rimasto preso in mezzo ad ogni sorta di problema a cominciare dall’aver quasi spento il motore al via, urtando poi Mark Webber nel corso della sua rimonta dalla metà classifica al secondo posto finale, che era in quel momento, il suo miglior risultato finale da quattro stagioni. Un risultato reso possibile, solo dopo che Sebastian Vettel, che occupava la seconda posizione, si era agganciato all’ultimo giro con la BMW di Robert Kubica proprio per difendere quel secondo posto. Quell’incidente, aveva messo fuori gioco tanto Vettel quanto Kubica, porgendo a Barrichello un piazzamento insperato su un piatto d’argento e consentendo così alla Brawn GP di conquistare la prima doppietta della sua storia, alla sua gara d’esordio! Jarno Trulli conquistò un controverso terzo posto. Prima sul campo, poi... a tavolino.

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