Vickers and Webber.jpg Getty Images for Red Bull Racing

Tutti gli addetti ai lavori del paddock della Formula 1 hanno il sorriso stampato sul volto fin dal primo momento in cui le squadre sono arrivate sul circuito Gilles Villeneuve per preparare il Gran Premio del Canada che si correrà domenica.

Questa gara, che dura 70 giri, ritorna nel 2010 a far parte del calendario del mondiale di F1 dopo un anno d’assenza, in seguito ad una disputa commerciale tra l’ex-organizzatore di questo GP ed il big boss della F1, Bernie Ecclestone. Laccordo raggiunto con un nuovo gruppo promotore ha permesso il ritorno della gara, dando così soddisfazione al desiderio di tutto il paddock di poter tornare a Montréal.

Questo perché la tradizionale gara di giugno a Montréal è, da sempre, una delle preferite del calendario della F1, tanto per i piloti, quanto per il personale delle squadre, od anche i giornalisti che seguono il Campionato.
Quasi tutti i piloti sullo schieramento sono precedentemente stati a Montréal ed hanno decantato le lodi di questa città bagnata dal fiume San Lorenzo.

“Adoro questo posto”, dichiara Lewis Hamilton, che aveva colto qui la sua prima vittoria in F1 nel 2007. “La città è fantastica : una delle più belle e più giovani che visitiamo nel corso del mondiale. Per cui sono veramente contento di tornare a correre qui e non vedo l’ora di farlo ed avere un ottimo weekend sul piano dei risultati”.

Per quanto concerne il tracciato in sé, è sempre stato molto selettivo, il che contribuisce al piacere dei piloti nel correre qui, oltre che per il semplice fascino della città.

“Mi piacciono i circuiti dove i muri sono vicini alla pista e dove, quindi, il margine d’errore è minimo. Sono condizioni che rendono ancor più estremo e difficile pilotare ma che, per quanto mi concerne, aumentano anche il divertimento”, ha detto il vincitore della gara del 2008, Robert Kubica, che un anno prima aveva rischiato moltissimo contro uno di quei muri.

Il fascino di Montréal ha attirato anche il pilota della squadra NASCAR della Red Bull, Brian Vickers, che ha fatto il viaggio per Montréal per assistere di persona alle attività di questo weekend.

Vickers è in questo momento in fase di cura e recupero fisico, lunga sei mesi, dopo che i medici hanno trovato grumi di sangue nelle sue gambe e nei suoi polmoni. Non può, per ora, guidare a causa dei fluidificanti nel sangue che deve assorbire per cercare di sbarazzare il suo corpo da questi grumi nel sangue. Non gli ci è voluto molto per scoprire che Montréal era proprio un ottimo posto per assistere alla sua prima gara di F1 al di fuori degli USA.

“Adoro il Canada, ma questa è la prima volta che vengo a Montréal e finora è stata una gran bella esperienza. La pista è bella e mi piace il fatto che sia su un’isola che si raggiunge attraversando i ponti d’accesso. C’è il fiume e la città sullo sfondo : è proprio una bella cornice paesaggistica”, afferma il pilota della Red Bull Toyota n° 83, che aveva già fatto visita al paddock della F1 in occasione del GP degli USA sull’Indianapolis Motor Speedway.

“Conosco due parole in francese — bonjour and merci — e forse è questa la ragione per cui sono tutti gentili con me : perché non parlo francese, ma ci provo. Mi piace essere qui, anche se, ovviamente, sono dispiaciuto di non essere a Michigan [per la gara di Sprint Cup che si corre domenica] ma Montréal è veramente la mia seconda preferenza”.

Il primo contatto di Vickers con la pista di Montréal gli ha riservato una sorpresa inizialmente un po’ sgradevole, visto che dopo aver girato ad una svolta sbagliata mentre cercava di raggiungere il paddock, si è ritrovato a dover parcheggiare molto lontano dalla pista.
“Grazie al cielo è passata una una bella ragazza canadese che ci ha dato un passaggio su un veicolo (caddy) da golf con cui abbiamo percorso la seconda metà del tragitto. Altrimenti non saremmo arrivati in tempo per le prove”, ha detto.

Dopo aver ascoltato con rammarico il silenzio della loro città nel giugno dello scorso anno, gli abitanti di Montréal sembrano particolarmente entusiasti di riudire il rombo delle F1 ed hanno riservato al Circus un’accoglienza persino più calorosa del solito.

“Tornando sul posto, si ha proprio l’impressione che -dopo aver provvisoriamente perso la sua gara l’anno scorso- la città di Montréal abbia completamente realizzato quello che aveva perso e che per questo tutti si sentano ancor più coinvolti ora che la gara è tornata”, ha detto James Allen, giornalista veterano in F1. “E’ una città fantastica. Se si pensa a tutti i posti dove va la F1, bisogna dire che Melbourne è una buona tappa, ma la città australiana non entra in sintonia col suo Gran Premio altrettanto di quanto faccia Montréal”.
Ovunque si guardi, c’è qualcosa che ricorda la gara. La città stessa chiude alcune strade del centro per organizzare durante tutto il weekend varie feste che vertono sul tema del Gran Premio e ce ne sono altre tutt’attorno alla città. A tal punto che, in sostanza, l’intera isola di Montréal vive in una gigantesca febbre da Gran Premio.

“Non concerne solo gli appassionati che vengono ad assistere alla gara, in pista, ma coinvolge veramente l’intera città. Tutto ruota intorno alle corse ed alle vetture e la gente festeggia alla grande la presenza della F1 nella loro città. Questo spiega perché tutti noi adoriamo venire a correre qui”., afferma Otmar Szafnauer, responsabile delle operazioni alla Force India.

“Il Canada è decisamente una delle migliori tappe del mondiale di F1. Oltre alla bellezza della città, l’accoglienza amichevole della gente del posto e l’atmosfera di festa generale fanno sì che venire a correre qui paia sempre fantastico”.
 

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