UNA FORZA DEL PASSATO

Con la rassegna UNA FORZA DEL PASSATO l'Hangar-7 di Salisburgo offre per la prima volta una panoramica dell'attuale scenario artistico in Italia. Partendo da Milano, metropoli del design e dell'arte, la mostra investiga diversi approcci alla pittura e al disegno dalla Sicilia all'Alto Adige, sulla scorta di otto nuove posizioni artistiche.

Il titolo dell'esposizione è una citazione da una lirica dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini. La pittura quale "forza del passato" evoca il mito dell'immortalità di una forma artistica soggetta a mutamenti continui. Tali mutamenti avvengono in un processo dialettico che si manifesta, da un lato, attraverso nuove tecniche, motivi, temi e personalità artistiche, dall'altro, attraverso la ripresa del passato. Questi elementi contrastanti caratterizzano la produzione artistica contemporanea in Italia dove s'incontrano nord e sud, industria e ruralità, design e kitsch, tradizione e ultimo grido.
Il milanese Alessandro Ceresoli (*1975) offre visioni insolite consentendo al fruitore di spaziare tra paesaggi fantastici e antichi miti nei suoi lavori dal fondo nero.
Gabriele Arruzzo (*1975) crea vivaci scenari di stile fumettistico in una combinazione di elementi arcaici e spirito del tempo.
I paesaggi a volte monotoni di Valentina D'Amaro (*1966) sono antinarrativi. Essi si orientano però verso la natura reale, evocano alberi, cespugli e prati quali muti testimoni di un avvenimento e sono senza tempo.
Diverso è il modo in cui il palermitano Francesco De Grandi (*1968) costruisce i suoi paesaggi che sconfinano nel fantastico, studi pittorici che investigano spazio e luce.
Quelli di Francesco Lauretta sono invece motivi antichi: gente che s'affolla su antiche strade siciliane, processioni, angeli rapiti
I complessi lavori dell'artista romano Pietro Ruffo (*1978) nascono dalla sua intensa frequentazione di luoghi e persone: nei suoi disegni egli combina motivi arcaici e interpretazioni di situazioni reali, ritrae, per esempio, i degenti di una clinica.
Le opere di Sybille Trafoier (*1974) reinventano il corpo, lo psicologizzano, sebbene anche la sua pittura catturi appieno la pesantezza della caducità.
Nei suoi ritratti la bolognese Francesca Pizzo (*1981) effettua una riduzione cromatica e tematizza una sola caratteristica dei suoi protagonisti, da lei evidenziata grazie ad un simbolo.

 

 

UNA FORZA DEL PASSATO

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