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Mark Webber
A proposito di Mark:
Luogo di nascita: Queanbeyan, NSW, Australia
Data di nascita: 27.08.1976
Se si può definire il prototipo del tipico pilota di Formula 1, Mark Webber sicuramente non corrisponderebbe. L’australiano della Red Bull Racing preferisce vivere a breve distanza dalla fabbrica invece che a due passi dalle Alpi. Invece di uno yacht da mille ed una notte, possiede un asino e qualche cane ed è solito rispondere direttamente e senza giri di parole anche alla più velenosa ed insidiosa delle domande.
Mark Webber è diventato un’implacabile e spietata macchina da guerra nella guida piùtardi nella vita rispetto ai suoi colleghi in Formula 1. Dopo essersi cimentato con passione nel Campionato di Rugby australiano e, poi, in un po’ tutti gli sport, il giovane Mark, che era cresciuto praticamente nella concessionaria di motociclette della sua famiglia, aveva preso contatto col motorismo tramite le corse su due ruote. Solo all’età di 14 anni si è interessato al karting, scoprendo immediatamente la sua affinità con questa disciplina. Due anni dopo, si laureò Campione della stato del New South Wales, effettuando poi il passaggio alla Formula Ford ed ottenendo un enorme successo sui campi di gara del suo paese, prima di –come molti adolescenti australiani- emigrare in Inghilterra per scoprire il mondo internazionale dello sport.
Anche qui ebbe successo in Formula Ford, prima di passare allo stadio successivo, un Formula 3, nel 1997. Ha mantenuto un ritmo vincente nella sua carriera, fino a diventare pilota ufficiale della Mercedes nel Campionato mondiale Sport. Seguirono ulteriori successi, anche se la gara che viene maggiormente ricordata della carriera di Webber nelle Sport resta la 24 Ore di Le Mans 1999. Già nel corso delle prove, la vettura della Mercedes evidenziò la poco raccomandabile tendenza a perdere totalmente il carico aerodinamico decollando in modo poco salutare nel velocissimo rettilineo di Mulsanne. Questa peculiarità fece di Mark il primo australiano inviato –per ben due volte- nello spazio. Un’esperienza che apprezzò moderatamente, tanto da farli venir voglia di tornare a corse più terra-terra, quelle in monoposto a ruote scoperte.
Per la stagione 2000, Mark unì le sue forze a quelle di un altro australiano, correndo per la squadra Arrows F3000 di Paul Stoddart. Vinse a Silverstone alla sua seconda gara e concluse la stagione classificandosi miglior esordiente. La F1 cominciò a fargli l’occhiolino e nel 2001 Mark divise il suo tempo tra i collaudi per la Benetton e le corse di F3000 per la Super Nova, con cui vinse ad Imola, Monaco e Magny-Cours. Il che gli valse un posto da titolare in F1, alla Minardi, nel 2002.
L’esordio nella massima formula, avvenne sul suo suolo natale, nel GP d’Australia, e Webber nonostante guidasse una monoposto quattro secondi al giro più lenta delle migliori rivali, seppe sfruttare a meraviglia circostanze un po fortunose ed eccezionali per classificarsi quinto. Fu il solo successo della decisamente lenta Minardi quell’anno, ma una serie di convincenti prestazioni di Mark lo misero comunque in mostra e l’australiano attirò l’attenzione di alcune grandi squadre. Sedotto sicuramente dalla vita mondana di Milton Keynes, Mark decise di accordarsi con la Jaguar Racing.
Anche la jaguar si dimostrò, però, poco competitiva, riducendo le ambizioni di Webber, che riuscì però lo stesso a confermare la sua fama di pilota eccezionalmente veloce in qualifica, visto che spesso riuscì ad issare la monoposto verde nelle primissime file dello schieramento. Nel 2005, Mark cambiò nuovamente casacca, passando alla Williams con cui, in occasione del Gran Premio di Monaco riuscì, finalmente, a salire sul podio. Per il resto della sua permanenza nella squadra di Grove, essa si mostrò poco competitiva e Mark si è, allora, dovuto accontentare di continuare a battere tutti i compagni di squadra che lo hanno affiancato.
Nel 2007, Mark effettuò in qualche sorta un ritorno all’ovile, passando alla Red Bull Racing, dove molti dei membri del personale erano già in servizio a Milton Keynes ai tempi della Jaguar. Nella sua prima stagione alla Red Bull Racing, la squadra disputò il suo miglior campionato, fino ad allora. Il risultato di maggior spicco fu il podio conquistato da Mark al Nürburgring. Il menù del 2008 fu più o meno lo stesso ed il ritmo veloce e costante di Mark gli consentì di collezionare cinque consecutivi piazzamenti a punti, oltre alla prima qualificazione in prima fila della storia della Red Bull Racing, grazie ad un suo giro di qualifica a dir poco stellare a Silverstone.
Mark viene anche generalmente considerato come il pilota fisicamente più in forma ed allenato del paddock della F1, se non addirittura uno degli atleti più in forma al mondo. E’ molto forte e competitivo tanto alla pagaia di un kayak quanto con una racchetta da tennis in mano, tant’è che vince regolarmente i tornie di tennis nel mondo della F1, e si cimenta con regolarità, passione e competitività in sella ad una bicicletta assieme a qualche suo amico, tra cui il sette volte vincitore del Tour de France, Lance Armstrong. Un dettaglio che vi può indicare quanto sia competitivo anche ai pedali. A dire il vero, il nostro Mark se la cava più che egregiamente in qualsiasi sport, salvo rompere con gli stereotipi ed ammettere che non è molto a suo agio nei panni di surfer. Un colmo per un australiano.
Lontano dalle piste, nelle rare occasioni in cui non è occupato in attività outdoor o nella sua sala di ginnastica, Mark è solito rilassarsi leggendo un libro biografico su un qualche sportivo, o guardando un canale sportivo alla tv. E’ un appassionato di cricket e rugby, ma soprattutto di corse motociclistiche. Se volete, invece, sentirlo esprimersi un po’ sboccatamente come un autentico australiano, basta chiedergli cosa ne pensi dei programmi televisivi reality-show.
Come molti alla Red Bull Racing, Mark Webber è veramente entrato nella fase di maturità agonistica nel 2009. Disponendo finalmente di una macchina in grado di vincere le gare, Mark ha dimostrato di saperlo fare. Ha colto il suo primo successo al Nürburgring dove, nonostante sia incappato in una penalità drive-through aveva abbastanza margine sotto il piede per poter tornare in pista al comando. Più tardi nel corso della stagione, ha colto il suo secondo successo in occasione del Gran Premio del Brasile, dove la sua gara è stata meno movimentata, ma non meno trionfale. Mark ha semplicemente tenuto testa a tutti distaccando via via gli inseguitori. Ha anche fatto registrare tre giri più veloci in gara, conquistato la sua prima pole position in F1, salendo sul podio in altre sei occasioni, contribuendo così ampiamente alla conquista da parte della Red Bull Racing del secondo posto nel mondiale Costruttori.
Ora, l’ambizione a breve termine di Mark è quella di laurearsi Campione del mondo di Formula 1, ma ha anche altri obbiettivi al di fuori dell’abitacolo. E’ diventato comproprietario (assieme a Christian Horner) di una squadra che correrà nel nuovo campionato promozionale GP3, mentre lontano dai circuiti vorrebbe un giorno percorrere (e scalare) in bicicletta la Via della Seta lungo l’Himalaya, nuotare con gli squali e gestire una propria squadra di motociclismo. Vorrebbe anche imparare a cucinare, ma riconosce che questo è, forse, un obbiettivo un po’ troppo ambizioso.
Visitate il suo sito web ufficiale: www.markwebber.com