Sebastian Vettel ha esordito in Formula 1 con la... multa. Il giorno del suo esordio in un fine settimana ufficiale, venne infatti cronometrato in eccesso di velocità in corsia box dopo appena 10 secondi dal suo inizio delle prove! Si può dire che da allora non ha rallentato molto.
Nel frattempo, la celebrità e la fortuna non sembrano aver avuto il minimo impatto sul nostro Seb (“ma quale fortuna?” si chiede, anzi, un po’ disorientato). Continua a battezzare le sue macchine con nomi femminili, sostenendo che non c’è nulla di più eccitante nella vita che guidare una Formula 1 (ma non troppe) e ricorda a tutti d’essere fiero d’esser più alto di Rubens Barrichello. Non ha mai sopportato d’esser spesso chiamato il “nuovo Schumacher” per cui è contento del ritorno alle corse di F1 del suo compagno di squadra alla Race of Champions.
Nato il 3 luglio 1987 nella città tedesca di Heppenheim, Sebastian ha avuto una carriera piuttosto ricca di successi in kart prima di suscitare subito una forte impressione quand’ha esordito in monoposto. Nel 2003, alla sua prima stagione agonistica, a 15 anni, nel Campionato tedesco di Formula BMW ha vinto 5 gare su 19, classificandosi al secondo posto. L’anno successivo, ha intascato il titolo, vincendo 18 gare su 20 (e finendo sul podio nelle altre due, ma non gli piace parlarne).
Tutto ciò aveva subito chiarito che era un giovane talento da tener d’occhio, e difatti ha ben presto avuto l’occasione di provare vetture di F1 della Williams, prima, e della BMW-Sauber, poi. Nel frattempo, ha continuato la sua carriera nelle formule promozionali, impressionando tanto in Formula 3 quanto nella World Series by Renault. L’opportunità d’esordire in F1 gli si presentò nella seconda metà della stagione 2006, quando dovette sostituire Robert kubica (a sua volta promosso titolare) nel ruolo di pilota di riserva della BMW-Sauber. Al di là dell’essersi attirato gli strali, e la multa, dei commissari sportivi per quell’eccesso di velocità in corsia box, l’esordio in pista di Vettel nelle prove libere del venerdì del Gran Premio di Turchia, lo vide anche classificarsi a fine giornata in cima al foglio dei tempi.
Se la prestazione in pista fu impressionante, tutti gli osservatori rimasero egualmente stupiti dalla fiducia in sé e dell’effervescenza che il teenager Seb aveva mostrato d’avere tanto al volante, quanto ai box o nel Paddock. La convinzione (ed autorevolezza) con cui si esprimeva e l’evidente spirito autodenigratorio che sfoggiava sorpresero i suoi interlocutori tanto quanto la sua velocità.
Sebastian ha, poi, potuto esordire in gara l’anno successivo, quando in occasione del Gran Premio degli USA sostituì, anche in questo caso, Robert Kubica, che si era infortunato nella gara precedente. Ad appena 19 anni, si qualificò settimo, classificandosi ottavo e divenendo il più giovane pilota ad aver conquistato un punto in un GP. Più tardi, sempre nel 2007, passò alla Scuderia Toro Rosso in qualità di pilota titolare. Fece una notevole impressione (anche se non veramente positiva) al suo futuro compagno di squadra, Mark Webber, che tamponò violentemente sotto un vero e proprio diluvio durante il Gran Premio del Giappone al Fuji. Si rifece la settimana successiva, conquistando il quarto posto in un’altra gara sull’acqua, il Gran Premio di Cina.
Confermato titolare dalla Scuderia Toro Rosso nel 2008, Vettel non ebbe un inizio di stagione molto fortunato, tanto da finire fuori nelle prime quattro gare, la maggior parte delle volte aiutato da qualche altro pilota. Per fortuna, quel periodo sfortunato si esaurì rapidamente e Vettel poté cominciare a conquistare punti in serie, a Monaco, Montreal, Hockenheim, Valencia, Spa, Singapore, Fuji ed Interlagos, anche se la sua gara che tutti ricordano in primo luogo è il Gran Premio d’Italia a Monza.
Una settimana dopo aver conquistato un convincente quinto posto in Belgio, Vettel e la Scuderia Toro Rosso dimostrarono subito d’essere in ottima forma, sul circuito lombardo. La pioggia torrenziale che si scatenò durante quel fine settimana non allentò il loro ritmo e Vettel dapprima ebbe l’onore, al sabato, di diventare il più giovane pilota della storia della F1 ad aver conquistato la pole position, poi, l’indomani, aggiunse a tale primato anche quello d’essere il più giovane vincitore di un Gran Premio. Vittoria conquistata dominando una gara nella quale un timone sarebbe forse stato più appropriato di un volante.
Passato alla squadra di punta della Red Bull nel 2009, Vettel ha, poi, conquistato la sua seconda (e prima per la Red Bull Racing) vittoria in GP alla terza gara stagionale. A quel successo, fece seguito una serie di piazzamenti sul podio od a punti, che hanno rapidamente fatto di lui un serio contendente per il titolo iridato. Tanto più che una seconda trionfale vittoria stagionale si è aggiunta alla sua collezione privata in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna. Ha, poi, concluso la stagione alla grande, vincendo di nuovo in Giappone e ad Abu Dhabi. Questi successi, ed anche altri quattro piazzamenti sul podio, gli hanno consentito di classificarsi vice-campione del mondiale Piloti.
Non abbastanza per consolare Sebastian, che è un convinto sostenitore della teoria secondo cui ‘il secondo è solo il primo dei perdenti’. Per questo ha ambizioni più elevate per la stagione 2010. Dichiara infatti apertamente i suoi obbiettivi per il 2010: vincere il Campionato del mondo di Formula 1 e battere Kimi Räikkönen a badminton.
Visitate il suo sito web ufficiale: www.sebastianvettel.de